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Molla di bloccaggio e molla di spinta

 La molla di bloccaggio, o di contrasto, è il componente della serratura che serve a bloccare il chiavistello. È la molla di bloccaggio, infatti, che incastrandosi in una tacca praticata nel chiavistello, non gli permette di scorrere, se non con l'aiuto della chiave. Più propriamente la molla si definisce di bloccaggio quando agisce direttamente sul chiavistello e di contrasto quando agisce su una leva che blocca il chiavistello.

Principali forme delle molle di bloccaggio e di contrasto

1) Molla di bloccaggio a "S" (la più semplice e la più usata)
2) Molla di bloccaggio a "spirale a S" (variante tarda di quella a "S")
3) Molla di contrasto a "spirale" con leva di bloccaggio
4) Molla di contrasto a "spirale" rinforzata da una seconda molla dello stesso tipo

Mentre il ferro usato per la forgiatura delle chiavi, o delle serrature, non era indispensabile fosse di particolare qualità, quello per la forgiatura delle molle doveva necessariamente possedere particolari requisiti di elasticità e acciaiosità. Requisiti opposti fra loro, di non facile connubio, per cui deve essere stato necessario un grande ingegno per ottenere un materiale tanto elastico e allo stesso tempo così robusto.

Serratura da portoncino con chiave. Italia settentrionale, area nord-ovest, secolo XVIII. Riscontri con lamelle circolari, contrapposte e di diametro diverso; molla di bloccaggio a "S". Particolare la qualità della scolpitura del chiavistello e del catenaccino. Dimensioni della serratura 24x12 centimetri; lunghezza della chiave 14 centimetri.

Tutti noi sappiamo molto bene, infatti, che cosa accade al ferro quando viene piegato e ripiegato su se stesso più volte: si spezza. Lo stesso movimento, nella molla di bloccaggio, avviene tutte le volte che si vuole far scorrere il chiavistello, nell'uno o nell'altro senso. Se si considera che esistono ancora oggi serrature con relative molle di bloccaggio perfettamente funzionanti dopo 100, 200, 300, 400, 500 e più anni di uso, non possiamo che stupirci della bravura di coloro che le hanno forgiate.

I maestri artigiani del ferro battuto trovavano tanto gusto nell'esercizio del proprio mestiere che, a prova della loro abilità e dote artistica, non rinunciarono a qualche elemento ornamentale, neppure nel forgiare le molle che sapevano sarebbero state nascoste, quasi sempre per intero, dalla mostra della serratura.

 

Saliscendi con chiave Lombardia, secolo XVII. Perno di riscontro di sezione tonda per chiave femmina. Riscontri con lamelle circolari, contrapposte e di diametro diverso. Molla di contrasto a "spirale". Impugnatura della chiave di gusto rococò. Dimensioni del saliscendi 19x13 centimetri; lunghezza della chiave 9 centimetri.

Le molle di bloccaggio venivano forgiate in forme diverse a seconda delle epoche, delle dimensioni e dei luoghi di costruzione della serratura. La forma della molla più comunemente usata a partire dal XII secolo fu quella a "S". I Romani invece per il bloccaggio dei propri chiavistelli usarono soprattutto la molla piatta ad angolo. I fabbri, nei secoli, a seconda della necessità o della propria fantasia, oltre alle molle semplici costruirono molle composte. Nel caso per esempio che la molla fosse di dimensione e consistenza tale che la sola forza di spinta impressa dalla rotazione della mano alla chiave non fosse sufficiente per alzarla, aggiungevano una leva di soccorso che, pur lasciando inalterata la consistenza della pressione della molla di bloccaggio, diminuisse lo sforzo da effettuare con la mano. Oppure nel caso contrario se la pressione esercitata dalla molla era ritenuta insufficiente a garantire il bloccaggio del chiavistello, veniva integrata con l'aggiunta di una seconda molla di rinforzo.

Principali forme delle molle di bloccaggio e di contrasto

1) Molla di contrasto "piatta ad angolo"
2) Molla di contrasto a "V verticale" e molla di bloccaggio a "V orizzontale"
3) Molla di bloccaggio a "V orizzontale" con leva di soccorso
4) Molla di contrasto a "V orizzontale" con leva di bloccaggio

Pur essendo molte le forme delle molle, sono fondamentalmente solo due i loro sistemi di funzionamento: quello della molla di bloccaggio o di contrasto, la più usata e di cui si è detto ampiamente, e quella della molla di spinta. Mentre la molla di bloccaggio blocca il chiavistello, la molla di spinta spinge il chiavistello. Quest'ultimo tipo di molla venne utilizzato per il funzionamento delle serrature con il chiavistello a scatto. In queste serrature il chiavistello ritorna sempre automaticamente nella posizione di chiusura non appena termina l'azione esercitata dalla chiave.

Principali forme delle molle di spinta

1) Molla di spinta a "voluta semplice" (la più usata)
2) Molla di spinta a "cerchio" (usata nelle serrature a "testa di gatto")
3) Doppia molla di spinta a "V verticale" (variante tarda di quella a "cerchio")

Le chiavi usate per questo genere di serrature, non facevano la rotazione completa, ma solo quel tanto che bastava per spingere indietro il chiavistello e sbloccare la chiusura. I pettini del tipo di chiave in questione erano generalmente molto belli, in quanto essendo spesso chiusi su tutti i lati avevano mappe traforate molto decorative. I riscontri nelle serrature con il chiavistello a scatto erano solitamente fissati su uno dei supporti di sostegno della mostra della serratura e non sulla piastra o sulla mostra.

Serratura ad armadietto Alto Adige, inizi XVII secolo. Perno di riscontro di sezione tonda per chiave femmina; riscontri con pettine laterale a tre denti e lamelle verticali circolari; molla di spinta a "voluta semplice". Nelle serrature di questo tipo, appena cessa la spinta esercitata dalla chiave, il chiavistello torna automaticamente nella posizione di bloccaggio. Dimensioni della serratura 15x8 centimetri, lunghezza della chiave 11 centimetri.

Sportellino in lamiera forgiata e sagomata Toscana secolo XVI. Serratura con due chiavistelli contrapposti e doppia molla di bloccaggio a "S". Chiave con impugnatura trilobata. Dimensioni dello sportellino 16x30 centimetri; lunghezza della chiave 7 centimetri.

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