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Lucchetti

 

Il lucchetto è un tipo di serratura mobile composto da una cassa metallica, contenente il meccanismo di bloccaggio, e da un gambo ricurvo incernierato da una parte e con un'asola nell'altra nella quale va a infilarsi il chiavistello. Volerne indicare il paese di provenienze o dare una paternità all'inventore sarebbe, come per la chiave, solo frutto della fantasia. Venne impiegato già a partire dal periodo romano; infatti i più antichi lucchetti che ci sono stati tramandati sono quelli di piccole dimensioni, ma con meccanismi di grande complessità, costruiti dagli abilissimi fabbri "magistri clavarii" romani. Dei lucchetti se ne fece in seguito un certo uso nel periodo gotico e più abbondantemente a partire dal XV secolo. Pur assumendo, col passare del tempo, forme proprie particolari, non raggiunsero mai, salvo casi eccezionali, l'accuratezza delle serrature.

Lucchetto a catenaccio. Spagna, secolo XVIII. Congegno di bloccaggio a vite senza fine con chiavistello con filettatura femmina; cassa metallica di sezione ottagonale ricavata dalla canna di un archibugio. Chiave con impugnatura bilobata; base a rocchetto; fusto con filettatura maschia terminale. Lunghezza del lucchetto centimetri 26; lunghezza della chiave centimetri 18.

Nella forma più classica la cassa metallica, a seconda delle epoche e dei luoghi di costruzione, venne forgiata nelle forme più disparate: rettangolare, cilindrica, sferica, poliedrica, ovale, triangolare, quadrata, a cuore... Ebbero il loro maggior sviluppo d'uso a partire dal Rinascimento. Mentre i lucchetti rinascimentali vennero costruiti dedicando particolari attenzioni soprattutto alla loro fattura artistica, quelli del XVII e XVIII secolo furono invece costruiti con meccanismi d'apertura complicatissimi: mediante l'utilizzo di due, tre o più chiavi; a combinazione di anelli con segni o incisioni particolari (da ruotare e posizionare in un determinato ordine segreto); con bocchetta a scomparsa così che per infilare la chiave bisognava conoscere il sistema per sbloccarla. Esemplari di quest'ultimo tipo continuarono a essere particolarmente diffusi fino all'inizio del XIX secolo.

Sezioni prospettiche dei più comuni congegni di bloccaggio nei lucchetti.

1) gambo
2) perno di snodo
3) asola
4) meccanismo di bloccaggio
5) cassa metallica

a) "congegno comune". Bloccaggio simile a quello delle serrature comuni: la chiave effettua la rotazione completa sia per chiudere sia per aprire. I lucchetti con congegni di chiusura di questo tipo sono i più usati a partire dall'inizio del XVII secolo.

b) "congegno a scatto". Bloccaggio con chiavistello a scatto: la chiave ruota solo quanto basta per spingere indietro il chiavistello e liberare l'asola; il bloccaggio avviene automaticamente mediante pressione. I lucchetti con congegni di chiusura di questo tipo sono stati usati soprattutto fino alla fine del XVI secolo.

c) "congegno lamellare". Bloccaggio con lamelle longitudinali a espansione: la chiave scorre longitudinalmente per ridurre l'apertura delle lamelle permettendo alla parte mobile di uscire; il bloccaggio avviene automaticamente mediante pressione. I lucchetti con congegni di chiusura di questo tipo sono stati usati, e lo sono tuttora, quasi esclusivamente dagli Orientali.

d) "congegno a vite senza fine". Bloccaggio con chiavistello filettato e molla elicoidale di spinta: la chiave filettata, ruotando, trascina indietro il chiavistello, liberando l'asola. Lucchetti con congegni di chiusura di questo tipo sono stati usati, e tuttora lo sono, dagli Orientali; ebbero però una certa fortuna anche in Europa, soprattutto nell'area austriaca e tedesca, nei secoli XVI e XVII

Gli antichi maestri del ferro battuto sapevano conferire al lucchetto, attraverso il disegno e la linea architettonica, un carattere monumentale, nonostante le piccole dimensioni, o contenuto, nonostante le grandi dimensioni. Vanno segnalati dal XVII agli inizi del XIX secolo, i lucchetti tedeschi, per robustezza e alta tecnologia e quelli francesi per raffinatezza e ingegnosità; dal XV secolo alla fine del XIX quelli persiani, indiani e arabi, per particolare originalità delle forme, dei congegni di bloccaggio e dei materiali usati per la loro costruzione.

Lucchetti con cassa metallica di forma trilobata. Germania, secolo XVI. Congegni di bloccaggio con chiavistello a scatto. Sul gambo dei due più grandi sono visibili i punzoni di fabbrica. Dimensioni del più grande: l centimetri 8, h centimetri 13 e p centimetri 4.

La forma delle casse era spesso zoomorfa; i congegni di bloccaggio erano del tipo lamellare o a vite senza fine con molla elicoidale e venivano costruiti in bronzo, ottone, argento, ferro, e ornati con ricche ageminature. Per il bloccaggio del gambo del lucchetto furono usati, nei secoli, congegni interni funzionanti con sistemi diversi: simili a quelli delle serrature comuni (modo d'uso della chiave a rotazione); a scatto (modo d'uso della chiave a rotazione parziale); lamellare (modo d'uso della chiave a scorrimento); a vite senza fine con molla elicoidale (modo d'uso della chiave per avvitamento).

Lucchetto a catenaccio. Spagna, secolo XVIII. Congegno di bloccaggio comune con l'aggiunta di due segreti. L'ingegnosità e il buon gusto dei maestri artigiani del ferro battuto del passato hanno permesso l'esecuzione di manufatti di così alto valore tecnico e artistico. Lunghezza del lucchetto centimetri 21; della chiave centimetri 9.

Anche i lucchetti, come le serrature, dall'inizio del nostro secolo vennero costruiti senza più alcuna pretesa artistica, ma badando unicamente alla loro inviolabilità e sicurezza.

Lucchetto a catenaccio. Opera fabbrile orientale, secolo XVIII. Congegno di bloccaggio lamellare; cassa metallica di sezione quadrata. L'elemento architettonico inferiore, a gradini degradanti, fa da riscontro agli intagli del pettine a cartella della chiave. Lunghezza del lucchetto centimetri 24; della chiave centimetri 22.

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