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Le chiavi

Le chiavi, tranne alcune che hanno solo una funzione simbolica, per esempio quelle da ciambellano o quelle della città, sono da considerarsi oggetti d'uso, ossia attrezzi per chiudere e aprire. Il materiale usato per la loro costruzione è solitamente il ferro; ne sono state costruite però anche in acciaio, in bronzo, in argento, in oro, in ghisa, in alluminio, in legno, in osso, in avorio e, in alcuni rari casi, persino in cuoio.

L'evoluzione dell'aspetto esteriore delle chiavi nei secoli ha seguito nella forma e nei disegni i gusti artistici propri di un'epoca, di un popolo, di una zona.

È raro trovare oggetti che abbiano saputo accoppiare altrettanto felicemente la funzionalità con la bellezza della forma, così che la necessità pratica e lo sviluppo artistico si amalgamassero armoniosamente.

 

Parti della chiave

1) Impugnatura, anello o testa
2) Base, capitello o ghiera
3) Asta (canna e fusto)
4) Pettine, ingegno o castello
5) Fronte
6) Intagli o pertugi

La "mappa" è il disegno formato dagli intagli sulla superficie del pettine

Per la corretta comprensione di questo testo è opportuno conoscere le tre possibili situazioni verificabili nella costruzione delle chiavi.

1) Ogni chiave antica è un pezzo unico, costruito manualmente e artigianalmente dall'abilità tecnica e dalla sensibilità artistica di un uomo. Era pertanto possibile che quell'uomo (il fabbro) forgiasse la chiave non rifacendosi necessariamente ai parametri artistici dell'epoca o di quella zona, ma a modelli e stili di epoche precedenti, o secondo un proprio gusto personale.

2) Le chiavi erano attrezzi di uso generale e corrente, utilizzati da tutti, anche dalle persone meno abbienti. È perciò normale che fossero più numerose le volte in cui venivano forgiate in maniera semplice che non in maniera artistica, sia per contenerne il prezzo, sia per evitare che risultassero troppo raffinate rispetto alla loro funzionalità.

3) La tecnica e gli attrezzi usati per la forgiatura del ferro furono sostanzialmente simili dagli inizi della nostra epoca fino all' XI secolo, dal XII fino al XVI e dal XVII in poi. Così se, per esempio, un fabbro del XVI secolo avesse forgiato una chiave con le caratteristiche del periodo gotico, oggi, anche gli esperti, scambierebbero quella chiave per gotica. Allo stesso modo certe chiavi costruite agli inizi de XIX secolo con i parametri di quelle barocche, verrebbero scambiate per chiavi barocche.

Chiave da portoncino. Alto Adige , XVII secolo. Sono ben visibili le parti che la compongono; impugnatura, base, canna e pettine. Lunghezza cm 15.

Da queste tre considerazioni si può comprendere che non sempre è così facile identificare esattamente l'epoca e la zona di costruzione delle chiavi; tanto che non deve meravigliare se, a proposito di illustrazioni di chiavi simili, si possano riscontrare epoche e luoghi di provenienza diversi, in quanto solo attraverso il riscontro di piccoli, a volte insignificanti, particolari si è in grado di risalire esattamente all'epoca e al luogo di costruzione della chiave.

 

Anellino di sospensione. L'anellino di sospensione, cordoniere o picandolo, è l'anello posto sulla parte superiore di quelle impugnature che hanno l'interno pieno di decorazioni. Serviva per infilare la chiave nel portachiavi.

Chiave da mobile. Veneto, XVI secolo. Impugnatura con anellino di sospensione.

La composizione della chiave in metallo è rimasta sostanzialmente la stessa dall'epoca romana ai nostri giorni: anello (impugnatura), asta (canna o fusto) e pettine.

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