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Chiavi romaniche (fine X - inizio XIII secolo)

 

Le forme artistiche sviluppatesi dal principio dell' XI secolo all'inizio del XIII secolo vengono indicate con il nome di arte romanica, termine forse non esatto in quanto induce a supporre, erroneamente, che in quest'arte prevalga il substrato della cultura e delle forme d'arte romana. In realtà, pur non essendo state completamente ripudiate, vennero però, dalle varie popolazioni, trasformate e adattate ai propri usi e costumi.

Chiave romanica in ferro forgiato. Italia settentrionale, XI-XIII secolo. Grande impugnatura rotonda; asta di sezione ovale con profondo taglio di guida; pettine rettangolare, piatto, con incisioni quadrate sul fronte e sui lati. È raro riscontrare, nelle chiavi di quest'epoca, scolpiture d'abbellimento come quelle visibili all'inizio dell'asta. Lunghezza 15 centimetri.

Poichè le precedenti manifestazioni artistiche, proprie di ogni popolo europeo, influenzarono in modo vario il nuovo stile nascente, non si ebbe ovunque lo sviluppo di un identico stile comune che sintetizzasse le diverse culture artistiche di ognuno di loro. L'arte di questi secoli, in tutta Europa e in particolare in Italia, fu legata e condizionata al costante aumento dell'influenza e del potere della Chiesa. Nemmeno l'unificazione religiosa fu in grado di riassumere, in un unico schema stilistico, le diverse espressioni nazionali. Anche se i vescovadi e i conventi, sedi principali della vita ecclesiastica, furono centri operosi con scuole e officine dove convenivano da ogni parte i migliori artefici per apprendere e specializzarsi in ogni forma d'arte, ogni singola nazione si affacciò all'alba dell'epoca romanica con caratteri autonomi.

Chiave romanica in ferro forgiato. Italia settentrionale, XI-XIII secolo. Impugnatura rotonda; fusto di sezione circolare, rastremato all'estremità; pettine piatto, rettangolare, con mappa incisa a disegni geometrici rettangolari e con due denti alle estremità del fronte. Nella composizione delle chiavi romaniche il pettine è la parte che più si fa notare, sia per la maestosità delle dimensioni, sia per l'originalità della mappa. La scolpitura triangolare, all'inizio del fusto, ricorda la forma dell'architrave, usata dagli architetti carolingi per la chiusura perimetrale a soffitto delle aperture. Lunghezza 15 centimetri.

Mentre alla fine del X secolo e per tutto l'XI secolo il ferro veniva lavorato soprattutto con forza, e il manufatto rifletteva la lotta per la sopravvivenza dell'uomo contro la natura, nel XII secolo, lentamente, si riscoprirono nuovamente le grandi tradizioni tecniche e artistiche della lavorazione del ferro battuto. Nell'arte romanica l'opera del fabbro si distinse soprattutto nella costruzione di ferramenta di porte. Queste, non più in bronzo, ma in legno, venivano rinforzate con serratura a forma di C, che si sviluppavano dai cardini (bandelle) e con aste di ferro variamente disposte sul battente e fissate da chiodi con teste a borchia. Il materiale preferito per la costruzione delle chiavi fu il ferro; quelle fuse in bronzo scomparvero, meno che in Francia, quasi completamente. Le chiavi romaniche sono semplici, massicce e forgiate in maniera decisa; raramente se ne incontrano con decorazioni. Le impugnature, più grandi e maneggevoli di quelle delle chiavi precedentemente in uso, sono solitamente di forma tonda e solo pochissimi esemplari, quelli vicini al periodo gotico, di forma poligonale.

Chiavi romaniche in ferro forgiato. Italia settentrionale, XI-XIII secolo. Impugnatura rotonda; fusti di sezione circolare, rastremati all'estremità; pettini piatti, di sezione rettangolare, forgiati in un sol pezzo con il resto della chiave. Sull'impugnatura della grande sono ancora ben visibili tracce di incisioni geometriche triangolari. Le serrature per questo tipo di chiave avevano i riscontri fissati lateralmente sul supporto della mostra. La chiave ruotava quel tanto che bastava per alzare il chiavistello. Lunghezza 18 e 16 centimetri.

Non esistono le basi e le aste, sempre maschie, in proporzione all'intera composizione, sono molto lunghe; in alcuni esemplari la parte terminale è rastremata e supera di molto il pettine. I pettini, piatti, di sezione rettangolare, forgiati in un solo pezzo con le chiavi, sono senzaltro la parte più importante e di riguardo dell'intera composizione. La tecnica di forgiatura usata per la costruzione delle chiavi fu quella della chiave maschia dal massello. Le loro dimensioni sono spesso notevoli e, in alcuni casi, possono anche raggiungere i 25 centimetri.

Chiavi romaniche in ferro forgiato. Italia settentrionale, secolo XIV. Le forme ovale con cuspide ed esagonale con foro tondo delle due impugnature anticipano quelle caratteristiche del periodo gotico. Questo è un esempio dell'avvicendamento graduale degli stili: così che è possibile incontrare indicazioni del nuovo stile in quello che sta morendo, o presenze del vecchio in quello nuovo. Evidente la saldatura perimetrale del pettine della più piccola mediante bollitura. Lunghezza 17 e 20 centimetri.

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