RB Antiki'ta  Home  |  Chi Siamo  |  Top Lot  |  Le Antiche Chiavi  |  Mostre  |  Contatto  |  La Vetrina Su AnticoAntico

Chiavi maschie forgiate dal massello

Nel mondo antico, dal Medioevo fino a tutto il '400, la tecnica fabbrile si avvalse esclusivamente di processi di lavorazione a caldo; la forma di un oggetto in ferro forgiato veniva sempre definita a caldo sull'incudine.

Solo se arroventato il ferro può essere facilmente modellato sull'incudine, ossia: assottigliato, appiattito, allungato, arrotondato, squadrato, divaricato, appuntito, piegato ad angolo, curvato, forato, tagliato, attorcigliato, compresso.

L'arroventatura del ferro è provocata dal calore del carbone attivato dal flusso dell'aria del mantice concentrata in una zona ristretta. Era un'operazione molto delicata in quanto la temperatura per la forgiatura del ferro è molto vicina a quella del punto di fusione, perciò, se non fosse stata prestata la massima attenzione, si sarebbe corso il rischio di fondere la parte, compromettendo tutto il lavoro fatto sino a quel momento. Se poi si considerano il numero delle fasi di lavorazione e se si tiene conto che, per ogni fase era necessario arroventare la stessa parte due, tre, quattro o più volte, si può ben comprendere quanto fosse alto il rischio di fondere la parte, rovinando l'intera opera.

Per la realizzazione della chiave maschia forgiata dal massello veniva usato un pezzo di ferro di qualsiasi sezione e spessore e di lunghezza pari a quella della chiave da costruire, più il pezzo necessario per poterlo impugnare durante le prime fasi della forgiatura. Per evitare il surriscaldamento di questa parte, la si immergeva in un recipiente d'acqua, che solitamente stava in fianco alla fucina, ogni volta che si rimetteva il ferro sul fuoco. La parte della chiave che veniva arroventata era quella che doveva poi essere martellata, ricalcata o sagomata.

L'esperienza e la colorazione che assumeva il ferro sul fuoco indicavano al fabbro il giusto momento per poterlo lavorare a martello.

Nella fase 1 avveniva la martellatura di sgrossatura del fusto e del pettine. Per realizzare la fase 2 il pezzo di ferro veniva fissato nella morsa e battuto sull'estremità (in testa) con la penna del martello. Già nella fase 1, e in quest'ultima ancora di più, veniva data al fusto la sagomatura (sezione) e la lunghezza desiderata, martellando il ferro sull'incudine sia con la bocca sia con la penna del martello o, in alcuni casi, usando un cuneo infisso nell'occhio dell'incudine e il relativo martello con bocca a stampo.

Chiave maschia forgiata dal massello.

a) ferro di qualsiasi sezione
1) sgrossatura del fusto e del pettine
2) sagomatura del fusto e bozza del pettine
3) taglio della parte non utilizzata
4) foratura dell'impugnatura
5) sagomatura dell'impugnatura e inizio della martellatura delle parti di ricalco
6) finitura delle parti di ricalco
7) rifiniture

Nella fase 3, per mezzo di un appropriato martello da taglio, il pezzo di ferro con la chiave abbozzata, veniva separato che era servito come impugnatura. Nella fase 4, facendo uso di un martello con la penna conica, veniva effettuato il foro dell'impugnatura. Al foro veniva poi data una prima approssimativa sagomatura usando la punta del corno conico dell'incudine.

Le forme dei martelli che a seconda del tipo di lavorazione il fabbro usava, erano numerose; d'altro canto il martello era per il fabbro come la penna per lo scrittore, o il pennello per il pittore, o lo scalpello per lo scultore... era lo strumento fondamentale per la realizzazione della propria professione.

Il filosofo Bachelard (1884-1962) diceva: "...Il martello del fabbro forgiatore è stata la più grande conquista morale che l'uomo abbia mai realizzato. Con il martello la violenza che distrugge è trasformata in potenza creatrice. Dalla clave che uccide, al martello che forgia si svolge l'itinerario che va dalla vita degli istinti alla più grande moralità. La clava e il martello formano le due facce parallele del male e del bene..."

Chiave maschia forgiata dal massello. Italia settentrionale, area nord-ovest XVII secolo. Impugnatura con sculture zoomorfe superiori; base a rocchetto; fusto con profondo taglio di guida; pettine rettangolare. Rifiniture con lime, seghetto, scalpello e cesello. Lunghezza 18 centimetri.

Nella fase 5, con la chiave fissata nella morsa, veniva ultimata, con l'aiuto di spinotti, la sagomatura dell'anello e cominciava la martellatura delle eventuali parti di ricalco, sia dell'anello sia del fusto. Operazione ultimata nella fase 6. La fase 7, quella della rifinitura di tutte le parti della chiave, era l'unica effettuata con la chiave non arroventata. A seconda delle epoche, delle mode e del gusto proprio di ogni maestro, venivano impiegati gli utensili più diversi: lime, seghetti, bulini, brunitoi, ceselli, acidi e talvolta persino attrezzi di fortuna.

Chiave maschia forgiata dal massello. Italia settentrionale, area lombarda, XVII secolo. Fusto piramidale ottagonale con fermo d'innesto. Lunghezza 19 centimetri.

Venivano utilizzati per esempio seghetti per zigrinare o intagliare, ricavati dalla lama della falce ormai troppo rovinata per poter essere utilizzata; o un pezzo di legno rettangolare, adattato al momento, con una scanalatura tonda longitudinale nella parte superiore, che, fissato nella morsa, permetteva un appoggio ideale e una più facile rotazione della chiave, così che la limatura o zigrinatura risultasse più facile e con tratti più continui e uniformi.

Chiavi maschie forgiate dal massello. Francese la grande, tedesca l'altra, XVI secolo. L'impugnatura della grande è forgiata a volute che fanno da cornice a una fantasiosa croce; quella dell'altra è sagomata a disegni floreali. Rifiniture effettuate impiegando quasi tutti gli attrezzi a disposizione all'epoca: lime, traforo, bulino, scalpello e cesello. Lunghezza 10 e 8 centimetri.

Mediante le fasi descritte e con l'aggiunta di eventuali varianti, sono state costruite tutte le chiavi maschie nei secoli, comprese quelle rinascimentali e barocche con le impugnature scolpite, cesellate o traforate.

Chiavi maschie forgiate dal massello. Italia settentrionale, XVII secolo. Rifiniture effettuate con lime e seghetto. Lunghezza 13, 14 e 12 centimetri.

[Indice] [Home page] [Pagina succ.]


Se lo desiderate, potete acquistare il libro "Le antiche chiavi", al prezzo di Euro 80,00 + spese di trasporto, cliccando qui

  Powered By PerfectHost.it