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Chiavi femmina forgiate dal massello

Nell'arte fabbrile l'abilità maggiore è quella di ottenere il migliore risultato possibile da un pezzo di ferro: situazione questa che ben si sposa alla costruzione delle chiavi femmine forgiate dal massello. La forgiatura per la realizzazione di questo tipo di chiave è identica a quella della chiave maschia fino alla fase 5. Nella fase 6 veniva effettuata la foratura dell'asta.

Dopo aver arroventato la parte terminale dell'asta e aver fissato verticalmente la chiave nella morsa, si picchiava, con punteruoli conici di diverse dimensioni, sulla testa del fusto fino a quando il foro, che man mano andava formandosi, avesse raggiunto la profondità e il diametro desiderati. La profondità del foro effettuato era solitamente la stessa della lunghezza del perno di riscontro della serratura in cui la chiave avrebbe poi dovuto infilarsi. Solo rarissime volte era la lunghezza della canna, sia per non indebolirla, sia per non correre il rischio, essendo questa operazione molto delicata, di rovinare il lavoro effettuato fino a quel momento.

Chiave femmina forgiata dal massello. Toscana, XVII secolo, Testa trilobata e triforata. Rifiniture effettuate con lime, seghetto e scalpello. Lunghezza 13 centimetri.

Le chiavi femmine di questo tipo si riconoscono molto facilmente perchè hanno la canna di forma conica, ossia con il diametro esterno, della parte terminale, più largo di quello della parte iniziale (base). Per l'esecuzione di canne con fori di forme lobate o angolari venivano usati sistemi diversi, dopo aver comunque effettuato il foro tondo. Un sistema era quello di usare come punteruolo lo stesso perno nel quale poi si sarebbe dovuta infilare la canna. Un altro sistema era quello di infilare nella canna arroventata della chiave, fissata orizzontalmente nella morsa, un punteruolo di sezione tonda, per la realizzazione di canne lobate, o rettangolari, per canne con spigoli vivi, e batterci sopra con la bocca del martello fino a quando la parte della canna non assumeva la sagomatura di un lobo o di un lato. L'operazione veniva ripetuta, ruotando la chiave, tante volte quanti erano i lobi o i lati della forma della canna.

Per aumentare ancora di più la sicurezza della serratura, certe canne venivano costruite con la forma interna del foro diversa da quella esterna. In questo caso si effettuava la sagomature del foro della canna con un punteruolo di sezione uguale a quella desiderata, dopo di che, lasciando il punteruolo nella canna, si procedeva alla sagomatura esterna posando la chiave su un cuneo a stampo, fissato nell'occhio dell'incudine, e martellandola con un martello con bocca a stampo.

Chiave femmina forgiata dal massello.
a) ferro di qualsiasi sezione
1) sgrossatura del fusto e del pettine
2) sagomatura del fusto e bozza del pettine
3) taglio della parte inutilizzata
4) foratura dell'impugnatura
5) sagomatura dell'impugnatura e delle eventuali parti di ricalco
6) foratura dell'asta
7) rifiniture

La forma dello stampo del cuneo e della bocca del martello erano quelle della forma esterna della canna. C'è anche da considerare, però, che ogni maestro artigiano del ferro battuto era in possesso di tecniche esclusive e personali per cui è possibile siano stati utilizzati anche altri sistemi. La realizzazione delle lavorazioni descritte avveniva con la parte della canna da sagomare ben arroventata; nel caso non bastasse una volta, la si arroventava più volte.

Chiavi femmine forgiate dal massello. Val Brembana (Bg), XIX secolo. Le chiavi di questo tipo sono spesso riconoscibili per la marcata forma conica della canna. Lunghezza 11, 12 e 13 centimetri,

La fase 7, quella delle rifiniture, avveniva nello stesso modo che per le chiavi maschie. Per le decorazioni dell'asta delle chiavi o delle piastre delle serrature, si usò, a partire dal XIII secolo, il bulino o il cesello e, più tardi, verso il XV secolo, acidi con la tecnica dell'acquaforte. Per ottenere, invece, il ferro azzurrato, lo si faceva raffreddare rapidamente dopo averlo fortemente riscaldato. In questa maniera il metallo, oltre che prendere la caratteristica colorazione azzurra, si induriva notevolmente (tempra).

Chiavi femmine forgiate dal massello. Francese la grande, italiana l'altra, del XVII secolo. Rifiniture effettuate con lime, seghetto e cesello. Lunghezza 9 e 7 centimetri

Le canne più complesse furono quelle realizzate nel periodo barocco e quelle per casseforti della prima metà dell' 800.

Chiave femmina forgiata dal massello. Brescia, XVIII secolo. Complessa la composizione del pettine. Lunghezza 19 centimetri.

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