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Chiavi femmine forgiate dalla lamiera

 

Il procedimento per ottenere la lamiera in lastre per mezzo di calandra o laminatoio fu inventato, pare, in Spagna verso la fine del XVI secolo. Prima di allora i fabbri dovevano costruirsela arroventando il ferro e martellandolo fino a farlo diventare lamiera dello spessore desiderato, fase 1.

Nella fase 2 la lamiera veniva tagliata nella forma uguale allo sviluppo della chiave e i bordi, martellati sull'incudine, venivano rastremati a circa 45°, in modo da permettere ai due lembi di combaciare con più facilità; dopo di che, nella fase 3, la si arrotolava. Per chiavi di notevoli dimensioni e grossi spessori di lamiera, era necessario effettuare una prima sagomatura d' invito, utilizzando un cuneo infilato nell'incudine, fino a che non avesse assunto la forma a U.

Chiave femmina forgiata dalla lamiera.
a) ferro di qualsiasi sezione
1) martellatura per la trasformazione in lamiera
2) taglio della lamiera nella forma uguale allo sviluppo della chiave
3) arrotolamento
4) sagomatura dell'impugnatura e del pettine
5) rifiniture

L'arrotolamento veniva completato appoggiando la lamiera su un perno tondo, fissato orizzontalmente nella morsa e martellandola fino all'accavallamento totale dei lembi. Per chiavi di piccole dimensioni e sottili spessori di lamiera, l'arrotolamento avveniva battendo direttamente la lamiera sul perno infilato orizzontalmente nella morsa. I due lembi di lamiera, una volta sormontati, venivano fissati per bollitura fino al XV secolo, e per bollitura e brasatura nei secoli successivi.

Chiavi femmine forgiate dalla lamiera. Italia centro-settentrionale, fine XIV secolo. Per le rifiniture dei pettini è stato probabilmente impiegato lo scalpello. Lunghezza di entrambe 11 centimetri.

Nella fase 4 il pettine e l'impugnatura venivano appiattiti e compattati per bollitura martellandoli sull'incudine. Il foro e la forma dell'impugnatura venivano eseguiti allo stesso modo che per le chiavi forgiate dal massello. Come già detto a proposito del pettine, la chiave veniva sempre costruita prima della serratura; questo modo di procedere dava la possibilità al fabbro di recuperare possibili errori di lavorazione o di modificare, in parte o del tutto, l'aspetto esteriore della chiave rispetto a quello deciso.

Chiavi femmine forgiate dalla lamiera. Lombardia, XVI secolo le laterali e XVIII secolo quella centrale. Rifiniture con lime, scalpello e seghetto. Lunghezza 15, 14, 11 centimetri.

Nella fase 5 venivano effettuate le rifiniture di tutte le parti della chiave: impugnatura, base, canna e pettine. La tecnica di lavorazione descritta veniva utilizzata soltanto per la costruzione di chiavi femmine e il tipo di chiavi così ottenuto era sempre di straordinaria sobrietà. Questa tecnica, più o meno di frequente, più in un l'Ugo che in un altro, venne usata moltissimo già a partire dal periodo gotico. Le aree italiane che ne fecero maggior uso furono quelle nord-occidentali. Le chiavi forgiate dalla lamiera sono riconoscibili dalla linea di congiunzione della canna e del pettine.

Chiavi femmine forgiate dalla lamiera. Italia settentrionale, area nord-ovest, XVI, XVII e XIX secolo. Rifiniture con seghetto, lima e scalpello. Le chiavi di questo tipo sono riconoscibili dalla linea di congiunzione della canna e del pettine. Lunghezza 13, 10, 8 centimetri.

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