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Chiavi "curiose"

Curiose sono quelle chiavi che non presentano le caratteristiche consuete o che, con l'aiuto di certi marchingegni, possono essere trasformate in oggetti di uso diverso.

Chiavi con pettine a scomparsa. Per mezzo di un sistema di piccole leve e di snodi il pettine rientra nella canna.

Chiave con pettine a scomparsa. Lombardia, secolo XIX. Questo tipo di espediente fu introdotto per rendere meno ingombrante la chiave durante il trasporto. Lunghezza 16 centimetri.

Chiavi flessibili. L'impugnatura, dalla forma perimetrale del pettine, è incernierata in un punto dell'asta in modo che, ruotando, avvolga perimetralmente il pettine. Questo tipo di chiave fu ideato per ridurre della metà la lunghezza della chiave e rendere così più agevole il trasporto.

Chiave flessibile e doppia snodata (passe-partout). Italia settentrionale, secolo XIX. I due tipi di soluzione furono introdotti rispettivamente per agevolare il trasporto e per diminuire il numero delle chiavi trasportate. Lunghezza della chiave flessibile 14 centimetri (piegata 8 centimetri), di quella doppia snodata (passe-partout) 15 centimetri (piegata 9 centimetri).

Chiavi con timbro. Hanno al centro dell'impugnatura, a prolungamento dell'asta, un punzone. Abbassando l'impugnatura incernierata alla base, e usando l'asta come presa, la chiave diventa un vero e proprio timbro.

Chiavi con segreto. All'apparenza sono chiavi maschie, ma in realtà hanno l'impugnatura avvitata sull'asta cava. Venivano usate per nascondere all'interno messaggi segreti, d'amore, filtri magici, veleni...

Chiavi antifurto. Venivano infilate nel buco della serratura per ostruirne l'accesso. La loro forma apparente è quella di una chiave maschia con l'asta conica e senza pettine. La particolarità consiste nel fatto che l'asta è formata da due metà, unite mediante filettatura. Dopo aver spinto con forza l'asta conica nel buco della serratura, ne veniva asportata, svitandola, la metà superiore, quella con l'impugnatura, così che la metà rimasta incastrata rendeva impossibile l'introduzione di qualsiasi altra chiave o grimaldello.

Chiave antifurto. Piemonte, secolo XVIII. Una metà veniva infilata nel buco della bocchetta per ostruirne l'accesso; l'altra, che serviva come impugnatura, veniva svitata e asportata. Lunghezza 16 centimetri; della parte asportabile 10.5 centimetri.

Chiavi per insegne. Usate a partire dal XVI secolo, venivano sospese davanti alle botteghe per segnalare la presenza di un fabbro specializzato nella costruzione di chiavi e serrature. Ne sono state utilizzate in lamiera intagliata e pitturata, e in ferro forgiato. Queste ultime erano imitazioni di quelle vere e potevano raggiungere anche la lunghezza di un metro. Dovendo garantire l'abilità del serrurista, venivano costruite ad opera d'arte; sono perciò da considerarsi dei veri e propri capolavori dell'arte fabbrile.

Chiavi doppie (passe-partout) e chiavi multiple. Le prime con doppio pettine, in grado perciò di aprire due serrature, possono avere l'asta cava o piena, o metà e metà. Il pettine non usato serve come impugnatura. Alcune chiavi di questo tipo sono dotate di una presa scorrevole che, incastrandosi nel pettine rimasto libero, aumenta l'ampiezza dell'impugnatura. Pare che l'ideatore sia stato un certo Antoine Rousseau, serrurista di Enrico II, re d'Inghilterra (1133-1189). Le chiavi multiple sono formate da un gruppo di aste, se ne conoscono fino a sei, incernierate a una delle loro estremità. All'altra portano pettini di forme e dimensioni diverse, così da poter aprire più serrature. Le aste possono essere cave o piene.

Chiave doppia da porta. Italia settentrionale area nord-est, secolo XVII. Nell'uso e nella forma delle chiavi in ferro forgiato, qualcosa di veramente nuovo subentrò con l'invenzione della chiave doppia (passe-partout). Impugnatura scorrevole, di forma cilindrica, sbalzata e incisa a raggiera; asta cava; pettini con intagli a croce, l'uno, e orizzontali l'altro. Lunghezza 15 centimetri.

Chiavi coltello. Sono armi molto pericolose perchè imprevedibili. La loro forma è quella di una qualsiasi chiave femmina, ma con nascosta, all'interno, una lama di pugnale che fuoriesce a scatto premendo un pulsante o spingendo una leva.

Chiave da cassaforte. Francia secolo XIX. La lama di pugnale, nascosta all'interno della canna, spinta fuori, trasforma il manufatto in una pericolosa arma da taglio. Lunghezza della chiave 13 centrimet5ri; con lama 21 centimetri.

Chiavi pistola. Costruite agli inizi del XIX secolo, potevano in caso di necessità essere usate come vere e proprie armi da fuoco. Il meccanismo di sparo è a percussione con capsula detonatrice e il caricamento a avancarica. L'asta cava funge da canna di scoppio e il grilletto è incernierato in prossimità della base.

Chiave da portone. Ingegnosa opera fabbrile francese che può essere utilizzata come arma da fuoco. Sulla base sono visibili le iniziali "G.C." del maestro forgiatore, l'anno di costruzione 1853, i punzoni di banco per armi da fuoco "N.I." e l'incuso quadrato. Caricamento ad avancarica; scoppio a percussione; canna calibro 9 millimetri. Lunghezza 22 centimetri.

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